Il seme della speranza

Il dolore matura
decanta la vita che scorre
come fiume senza argine
a contenerlo.
fluido si disperde
nella terra del tempo.
forza della natura
trascina con se detriti,
sassi, fanghiglia…
al termine della corsa
ritrova il suo letto naturale…
e con esso la purificazione…
alfine… germoglia ancora
seme di speranza.

dora Forino

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Informazioni su doraforino

Sono un' insegnante che ora si gode la pensione, privileggiando il tempo libero con la scrittura, Lettura, comunicazioni, eventi poetici e weekend dagli amici...A presto ! Dora
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30 risposte a Il seme della speranza

  1. fausta68 ha detto:

    grazieMolto bella!!!
    Fausta

  2. Silvia ha detto:

    Bentornata Dora, bellissima poesia, buona giornata 🙂
    Silvia
    buona giornata

  3. Aspettavo, sai Dora, una delle tue poesie che mi riempiono sempre di dolcezza e di fiducia.
    Grazie, mia cara.

  4. Patrizia M. ha detto:

    Un seme di speranza che da la forza di continuare il cammino della vita.
    Molto bella Dora, bentornata.
    Ciao, Pat

  5. Freawaru ha detto:

    E’ bellissima Dora!!! Molto profonda e vera. Sei bravissima!!!
    Ciao!

  6. Giovanni Monopoli ha detto:

    una poesia bellissima e tanto tanto profonda
    un abbraccio
    Giovanni

  7. saporidelsalento ha detto:

    Dora ciao, sono Anna Marinelli, mi trovo con l’altro account..ma sono felice che tu ti sia potuta affacciare sul tuo blog…e che belle parole,,, è vero, la sofferenza matura e ci fa godere anche delle piccole gioie della Vita… UN ABBRACCIONE!!!

  8. Donatella ha detto:

    La speranza, linfa di vita… che splendida poesia, Dora! Ti abbraccio forte ♥

  9. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Dora!!! Mi devi dare una bella tiratina di orecchi perche’ non ti visito da tanto tempo. Come va? Io non ho visto il carnevale di Oristano quest’anno. Ma ho avuto modo di vedere la Sartiglia per diverse edizioni. Ma ci sono sfilate in molti paesi, compreso il mio-pero’ quest’anno non s’e fatto niente. Ciao Dora 🙂

    Marghian

  10. MARGHIAN ha detto:

    “lfine… germoglia ancora seme di speranza”. Tipo “la quiete dopo la tempesta”, insomma. A dolore segue gioia, a gioia di nuovo dolore, ed ancora gioia..come alla notte segue il giorno, all’inverno segue la priamvera, e poi l’estate. “Dolore e gioia”, sono i due pilastri della vita. Ma…che il dolore non sia piu’ della gioia, che le percentuali siano equilibrate. Diversamente non va bene. “Una di’ bella e chentu màlas”, si suol dire da noi. “Una giornata bella e cento brutte”, per descrivere certe situazioni della vita dove il dolore supera la gioia. Ecco, cosi’ non va bene.
    Ciao.
    MARGHIAN

    • doraforino ha detto:

      SENZA SOFFERENZA,NON SI Potrà GODERE POI LA GIOIA. GRAZIE!
      DORA
      GIOIA E DOLORE

      • MARGHIAN ha detto:

        Gia’… sembra che sia cosi’..e sembra che la sofferenza sia proprio inevitabile. Chi piu’, chi meno, tutti si e’ toccati in qualche modo dalla sofferenza. IO sto passando un periodo buono..spero che duri (oddio, non ho mai avuto cose gravi, ma..”speriamo che duri”) . Ciao Dora.

        Marghian

      • doraforino ha detto:

        Il mese di settembre porta sovente forti e burrascosi temporali, che finiscono subito dopo, con il ritorno del sereno che rende pulito e nitido il cielo, lavato dalla pioggia. Credo che da uno di questi temporali il Leopardi abbia preso lo spunto per scrivere, di getto, il bel canto, “La quiete dopo la tempesta”, scritto tra il 17 e il 20 settembre 1829, mentre si trovava a Recanati, nella sua casa natale. E proprio qui egli scrisse questo capolavoro poetico nel quale, alla descrizione fisica della realtà naturale del dopo temporale, fa seguire la sua concezione della vita, che volente o nolente, contiene molta verità sulla condizione esistenziale degli uomini. Gli uomini sono gettati sulla terra a lottare ogni giorno contro gli elementi naturali, contro le malattie, contro il male, che proviene dalla stessa materia di cui è composto il loro corpo, e contro gli altri uomini per sopravvivere in una concorrenza spietata e continua giorno dopo giorno. La poesia possiede una leggiadria intrinseca dovuta alle molte rime in clausola, alle rime al mezzo, alle molte allitterazioni, ai latinismi, alle belle espressioni che le danno un’aria suggestiva di chiarezza linguistica e poetica davvero affascinante e magica.
        Il tema della poesia è molto bene espresso, come al solito, da Ugo Dotti, nel suo bel libro su Leopardi (G. Leopardi – Canti – Feltrinelli – 1993) a pagina 99 dove dice: <> Sulla stessa interpretazione del tema leopardiano è Maurizio Dardano nel volume (I testi, le forme, la storia; Palumbo 1994) dove a pagina 177 dice: <>.
        Io, invece, credo che la situazione non stia così. Concessa al Leopardi tutta la verità delle sue parole, io penso che l’umanità abbia ancora un buon margine di felicità da poter conquistare e vivere su questa terra. E allora basta fare l’antitesi della poesia che viene fuori una più giusta considerazione sulla effettiva condizione esistenziale degli uomini sulla terra: “Passata è la quiete/ adesso bisogna aspettare la tempesta/ che segue al sereno./ Dopo il dolore segue il piacere che viene cercato perpetuamente dall’umanità/, che vive e dà scopo all’esistenza umana/ che addolcisce e attenua i grandi mali della vita./ Onde la vita è piacere/ interrotto dal dolore;/ dunque se la vita è piacere/ allora il dolore è un breve intervallo tra un piacere ed un altro/ benché questo ci fa dimenticare il piacere vissuto/ e allora la vita è continua ricerca del piacere, che solo la giovinezza e la vita immortale ci possono dare. / La giovinezza vince la vecchiaia, come la vita immortale vincerebbe il dolore della morte e la morte./ Ed io credo che gli uomini stanno arrivando a questa meta grazie alle ultime scoperte scientifiche sull’invecchiamento delle cellule del corpo umano e tramite le ulteriori scoperte scientifiche che verranno fatte nel prossimo millennio”.
        Ciao!
        Dora
        La quiete dopo la tempesta

  11. doraforino ha detto:

    Verrà il tempo migliore e porterà serenità al cuore!
    Buon pomeriggio.
    Dora
    buon pomeriggio

  12. doraforino ha detto:

    Ciao Marghian, ti auguro buona domenica!
    Dorabuona domenica

  13. MARGHIAN ha detto:

    “La speranza”, una delle cosiddette “virtu’ teologali” per chi e’ religioso, un sentimento che aiuta, e questo vale anche per chi non e’ religioso.
    Io non vado mai dalle cartmanti, ma una di loro.disse una cosa giusta (non a me che non ci vado, disse questa cosa ad un mio amico): “Mai far venir meno la speranza, neanche per un defunto”.

    Cambiando completamente argomento…/il mio post su Alice e “Aram Quartet”:

    Ciao Dora. Anche a me capitava di pensare “Elisa” per “Alice”, e mi dicevo “per elisa la canzone, alice la cantante”..e mi succedeva nuovamente. Bella la canzone, forte l’interpretazione di Alice che vinse il festival meritatamente. Per questo ho apprezzato molto l’interpretazione di questo gruppo. Ciao Dora, a te buona settimana-dato che ieri sera non riuscivo a postare il commento, che ho dovuto riscrivere adesso, parola piu’ parola meno 🙂

    Marghian

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